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giovedì 23 maggio 2013

Il Grande Baz.


Non vado per il sottile e ve lo dico fin da ora, questo film per me è stato perfetto.
Sono consapevole che persone di gran lunga più competenti della sottoscritta lo hanno criticato e che tra chi lo ha visto vi è una netta divergenza fra chi lo ha amato e chi lo ha odiato, azzardo a dire fra chi ha letto il libro e chi no. Azzardo perchè mai prima d'ora, nella mia personale e ristretta visione, un film era mai stato tanto ligio al dovere di trasporre un libro. Noi lettori siamo sempre così smodatamente pignoli che, quando un film adatta un romanzo per l'occhio dello spettatore ignaro, ne facciamo sempre una questione personale. Questo non è assolutamente il caso, semmai l'opposto. Credo che la pressione di dover adattare un romanzo tanto osannato dagli americani si sia tradotta in una traslazione tanto particolareggiata e godibile per chi ha assaporato il romanzo di Fitzgerald quanto infinita e noiosa per chi invece non lo ha fatto.

C'è poi la scelta del cast, che dire su di loro? Incredibili dal primo all'ultimo. E non parlo solo della Mulligan che già figurava tra le mie attrici preferite, ma addirittura di Tobey Maguire, che invece non ho mai particolarmente apprezzato. Jordan, Gatsby, Daisy, Tom, tutti personaggi così perfettamente riconoscibili nell'essere esattamente come dovevano.
A costo di apparire pedissequa e ridondante (:P) ripeto: secondo me chi si aspettava qualcosa di diverso, non ha letto o non ha colto l'essenza del romanzo. Che sotto la superficie patinata cela un'angoscia che deriva non tanto dalle morti violente ma dalla spiazzante consapevolezza che il dolore peggiore, quello che ti logora lentamente ma inesorabilmente, può derivare da un sentimento tanto frainteso quanto osannato, tale è l'amore romantico.

La ricchezza di particolari, l'esatta trasposizione dei dialoghi e delle considerazioni di Nick, forse non hanno fatto tribolare il cuore di chi non conosceva Il Grande Gatsby. Io invece mi sono commossa, per la bellezza del film che trascende gli effetti scenici e le location lussureggianti, e alla fine assieme a James Gatz mi sono ritrovata ad allungare ancora una volta, ancora di più le braccia verso l'agognata luce verde.

« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »

giovedì 11 aprile 2013

Quando la cultura è a buon prezzo.

 
 Per me è sempre una piacevole sorpresa. Lo ammetto, non sono una da copertine rigide. Che questa mia caratteristica sia sintomo di una mancata ricercatezza o di un'eccessiva tirchieria lo lascio decidere agli altri. Ma sono certa che attirerò la comprensione di chi, come me, ha più libri che vestiti, tomi traboccanti da scaffali che non sono mai abbastanza. Un dolce inconveniente dopotutto.
Tra l'altro i vantaggi effettivi di un libro in versione economica sono molteplici ed innegabili. E' più maneggevole, lo si può sprimacciare durante la lettura e plasmarlo al lettore, quasi fosse uno scambio reciproco di materia, idee contro pieghe, storie contro copertine vissute. Perchè se è vero che una buona lettura è una nuova vita vissuta, così come il lettore fruisce un libro, un libro subisce un lettore.
Altro vantaggio per me è la leggerezza, un libro con copertina rigida pesa e poco si adatta alle strambe posizioni assunte durante una profonda immersione nella lettura. E occupa troppo spazio in valigia, che si sa, chi legge non muove un passo fuori casa senza un fidato amico di carta e inchiostro.
Tutta questa tiritera per farvi capire l'emozione di aver scoperto al supermercato una collana di libri a soli 0,99cent. Il delirio. Ho visto il Grande Gatsby e ad alta voce ho dichiarato "Questo è mio!". Manco se di fronte a me ci fosse il più figo degli attori britannici. A fargli compagnia Lady Susan della Austen. Perchè ho preso solo questi direte voi? Deve essere stato senza alcun dubbio l'offuscamento della mente provocatami dall'eccitazione.
Ma tornando alla prima domanda devo ammettere che se poi un giorno dovessi diventare milionaria acquisterei solo vecchi tomi in edizioni originali e esaudirei il sogno che ho fin da quando, tenera bambina assuefatta dalla Disney decisi che il mio personaggio preferito fosse Belle, verso cui provavo la più profonda invidia, e non per il lieto fine romantico, ma per l'immensa libreria di cui avrebbe potuto godere, e mi costruirei una libreria come solo nelle favole. Ma questa è un'altra storia.

lunedì 3 dicembre 2012

Di postazioni pc e incompetenza tecnologica.

Ero barricata in camera mia a godermi la meritata solitudine 
 post-pranzo domenicale quando la mia porta si apre con uno
sbang e, manco fossero una squadra swat, mio padre e mio
fratello si precipitano dentro con uno schermo alla mano. 
Ed io praticamente inerme li vedo staccare il mio misero ma tanto
 amato schermo del pc e sostituirlo con quello che fino ad un 
minuto prima era la tv di mio padre.
Il quale padre era alla disperata ricerca di una scusa per 
comprarsene una più grande. La sua scusa ero io. Che se 
avessi preso il suo schermo avrei avuto anche la tv in camera. 
Perchè mio padre dopo anni che glielo ripeto, non si rassegna 
al fatto che io la tv in camera non la voglia. Ma tant'è.

In pratica, volente o nolente, mi sono ritrovata la postazione 
pc completamente rinnovata. Ora lungi da me lamentarmi, io che 
segretamente anelavo alla grandezza del pc mac (di cui ovviamente 
ignoro il nome), fatto sta che questo schermo mi spaventa. Sul serio.
Quando mi siedo alla scrivania mi circonda totalmente e ho 
paura che possa inghiottirmi la testa in un sorta di The Ring all'inverso.
E poi mi acceca. Ho dovuto ridurre la luminosità al minimo che 
le mie quattro diottrie stavano già festeggiando per l'arrivo di 
nuove amiche. E la cosa peggiore e che se dicessi al Team Y 
(fratello+padre) che questo coso è un mostro sorriderebbero 
compiaciuti manco il mio fosse un complimento.
Io c'è una sola domanda che vorrei rivolgere al genere maschile 
ed è questa: ma che vi fa la tecnologia a voi? Che poi ve lo assicuro,
test clinici hanno dimostrato che avere uno schermo più 
grande non ve lo allunga. Parola di Francesco Amadori.

Ma non è finita qui perchè ora mio padre voleva una tv più 
grande e la voleva subito. E quindi tutta l'allegra famigliola ha invaso 
il centro expert più vicino, per la gioia dei commessi che volevano 
solo guardare la partita dell'inter sui megaschermi. Che detto fra 
noi un centro così sembra essere il posto migliore per non perdersi 
nemmeno un'azione, a meno che tu non sia un commesso che debba 
vedersela con le infinite domande sulle testine degli spazzolini di 
mia madre. Poveri. Manco a dirlo il Team Y è stato subito magicamente 
attratto dagli schermi luminosi mentre noi donne vagavamo un po' 
nel reparto tastiere, perchè ne volevo una che si abbinasse al nero 
dello schermo, ovvio. Senonchè mia madre scova in un box un'offerta 
tastiera+mause al modico prezzo di 15E. Ottimo. E allora mi fa 
"Guarda questa ha anche il mais dentro!" (mais=mause). E allora se 
c'è il mais io la prendo! u.u Morale della favola, anche se lo schermo 
immenso mi incute seriamente timore, in compenso ho comprato una 
tastiera nuova che fa un rumorino magnifico quando premo i tasti. #felicità

Per concludere questo post infinito, un pro e un contro.
Pro: Ho detto finalmente addio alle casse enormi del paleolitico.
Contro: Per la prima volta grazie a questo schermo immenso ho 
visto lo sfondo completo del mio blog e ho scoperto che ci sono 
dei bus rossi. Bus rossi che non si abbinano affatto ai 
colori del blog! #dramma

martedì 12 giugno 2012

Never let me go.

Never Let Me Go è una storia che non può, nè deve essere raccontata 
svelandone la trama. Lo scopo dell'autore credo, fosse proprio quello di 
rendere il lettore cosciente di ciò che sta succedendo lentamente, 
come succede ai tre protagonisti. Ci riesce brillantemente. 
Ishiguro ci presenta uno scenario che dapprima confonde, crea 
disagio, infine consuma chi vi si addentra.

sabato 12 maggio 2012

The Hunger Games, the movie.

Vi ho già ammorbato abbastanza sulla mia recente scoperta e conseguente 
passione per la trilogia di libri di Suzanne Collins. Ma io sono una persona cattiva 
quindi continuerò imperterrita, stavolta parlandovi del primo film della saga: 
The Hunger Games. Ammetto di non essere riuscita ad aspettare l'uscita 
del film nelle sale italiane e di averlo visto prima in lingua originale, 
sia perchè finita la lettura avevo disperatamente bisogno di qualsiasi 
cosa inerente al tema per superare il trauma, sia perchè l'idea 
di vederlo doppiato non mi entusiasmava, as usual.
Ovviamente la qualità video dello streaming era scadente quindi una 
tappa al cinema era comunque obbligatoria (l'uci mi ha anche regalato 
il biglietto per il mio compleanno quindi ancora meglio! ;P).
Che dire?A mio incompetente e non richiesto modesto parere il film è ben fatto. 
Anche se... anche se mi chiedo se chi è andato a vederlo senza aver letto 
il libro abbia realmente capito cosa passa nella mente di Katniss. 
Il libro è scritto dal suo punto di vista e per quanto mi riguarda è sempre 
stato un piacere prender parte alle sue strategie e non essere all'oscuro 
del suo modus operandi. Ma un film non è un libro e chi sono io per 
contestare questa scelta? Nessuno appunto! xD Altra cosa che mi sfugge è 
il motivo per cui tutte le adorabili battute di Peeta siano state eliminate. 
La fangirl che c'è in me sbatte i piedi per terra infuriata.
Passiamo ora alla scelta del cast: io ho adorato, ma che dico, venerato la 
scelta dei due protagonisti: Jennifer Lawrence è davvero un'ottima attrice. 
E Josh Hutcherson come Peeta lo trovo altrettanto perfetto. In effetti non so 
se sono più ossessionata da lui o da lei, il mio tumblr ne è la prova. u.ù
Ho apprezzato anche gli attori che interpretano Haymitch e Cinna anche 
se si discostano dalle corrispettive descrizioni nei libri: whatever 
meglio un attore bravo seppur fisicamente differente dal suo alter ego 
di carta che un attore esteticamente perfetto per il ruolo ma 
incapace di interpretarlo. Al riguardo avevo qualche riserva nei 
confronti di Liam Hemsworth aka Gale (aka fratello gemello di Thor
ma in questo episodio ha a malapena quattro battute in croce e 
ho deciso di lasciargli il beneficio del dubbio. Tenera me.
E voi che mi dite, lo avete visto? Dopo aver letto il libro oppure no? 
Sia nell'uno che nell'altro caso vi consiglio sia di fare una scappata al 
cinema che in libreria. Ne vale la pena! ;)

lunedì 23 aprile 2012

The Hunger Games.

Nonostante abbia provato a dilazionarla il più possibile, perchè la sola idea di 
finire i volumi a disposizione mi terrorizzava, oggi ho terminato la lettura 
di Mockingjay, l'ultimo della trilogia. Che fare per superare la
disperazione? :'(  Massì, mi sono detta, parliamone sul blog.

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