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venerdì 24 maggio 2013

Dress Like in The Great Gatsby.

Non vi nascondo di non essere per nulla attratta dalla moda anni '20 eppure durante tutta la durata del film di Baz Luhrmann non ho fatto altro che ammirare ogni singolo capo d'abbigliamento sfoggiato dai personaggi che calcavano le scene. Dai protagonisti alle comparse, dalle acconciature agli accessori, dai gioielli agli arredi, tutto trasudava l'immenso lavoro che c'era dietro. Tra Prada, Tiffany&Co., il Plaza, MAC e Moet&Chandon gli sponsor si sprecano. Quando il gioco vale la candela, bisogna dirlo. Vi lascio alle immagini, che valgono più delle mie insensate parole.

Daisy Buchanan e il suo infinito repertorio di incantevoli vestiti.


Jordan Baker e la sua adorabile altezzosità.

Gli uomini, impeccabili.

Le "spartane" location. :P

Questo film per quanto mi riguarda è assolutamente da rivedere, per cogliere ancora meglio i minuziosi particolari che lo rendono magnifico.

giovedì 23 maggio 2013

Il Grande Baz.


Non vado per il sottile e ve lo dico fin da ora, questo film per me è stato perfetto.
Sono consapevole che persone di gran lunga più competenti della sottoscritta lo hanno criticato e che tra chi lo ha visto vi è una netta divergenza fra chi lo ha amato e chi lo ha odiato, azzardo a dire fra chi ha letto il libro e chi no. Azzardo perchè mai prima d'ora, nella mia personale e ristretta visione, un film era mai stato tanto ligio al dovere di trasporre un libro. Noi lettori siamo sempre così smodatamente pignoli che, quando un film adatta un romanzo per l'occhio dello spettatore ignaro, ne facciamo sempre una questione personale. Questo non è assolutamente il caso, semmai l'opposto. Credo che la pressione di dover adattare un romanzo tanto osannato dagli americani si sia tradotta in una traslazione tanto particolareggiata e godibile per chi ha assaporato il romanzo di Fitzgerald quanto infinita e noiosa per chi invece non lo ha fatto.

C'è poi la scelta del cast, che dire su di loro? Incredibili dal primo all'ultimo. E non parlo solo della Mulligan che già figurava tra le mie attrici preferite, ma addirittura di Tobey Maguire, che invece non ho mai particolarmente apprezzato. Jordan, Gatsby, Daisy, Tom, tutti personaggi così perfettamente riconoscibili nell'essere esattamente come dovevano.
A costo di apparire pedissequa e ridondante (:P) ripeto: secondo me chi si aspettava qualcosa di diverso, non ha letto o non ha colto l'essenza del romanzo. Che sotto la superficie patinata cela un'angoscia che deriva non tanto dalle morti violente ma dalla spiazzante consapevolezza che il dolore peggiore, quello che ti logora lentamente ma inesorabilmente, può derivare da un sentimento tanto frainteso quanto osannato, tale è l'amore romantico.

La ricchezza di particolari, l'esatta trasposizione dei dialoghi e delle considerazioni di Nick, forse non hanno fatto tribolare il cuore di chi non conosceva Il Grande Gatsby. Io invece mi sono commossa, per la bellezza del film che trascende gli effetti scenici e le location lussureggianti, e alla fine assieme a James Gatz mi sono ritrovata ad allungare ancora una volta, ancora di più le braccia verso l'agognata luce verde.

« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »
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